Il Citarum: il fiume più inquinato del mondo

Oggi parliamo del Citarum.
Questo, oltre ad essere il terzo fiume più lungo di Java, vanta di un primato poco onorevole: quello di essere il fiume più inquinato al mondo. Ma cosa significa? Che ogni ogni giorno 200.000 tonnellate di spazzatura e 340.000 tonnellate di acque di scarico vengono gettate nel suo corso da circa 2000 industrie indonesiane. Una montagna di rifiuti, a tratti talmente densa da impedire la vista dell’acqua stessa. E laddove il fiume si rende nuovamente visibile, eccolo assumere le colorazioni più impensabili: rosso, verde, nero, gli stessi coloranti tossici usati dalle industrie tessili internazionali che poco si curano dell’enorme danno ambientale che stanno causando, riversando tali sostanze nel corso del fiume. Una storia che ha inizio con la prima, rapidissima, ondata d’industrializzazione della zona. Non sorprende, quindi, l’estinzione del 60% delle specie di pesci che popolavano il Citarum e di conseguenza la scomparsa della pesca, divenuta ormai attività impraticabile. La portata del problema coinvolge non “solo” i 27 milioni di indonesiani che abitano lungo le rive del fiume, ma si estende all’intera nazione. Il Citarum è infatti la principale sorgente della riserva di Jatiluhur, la più ampia del paese, che fornisce riserve d’acqua a Bandung e alla capitale Jakarta, irriga 400.000 ettari di campi di riso ed è la fonte di energia di tre centrali idroelettriche. Quelle stesse acque, in cui navigano plastiche di ogni tipo, solventi, detersivi, materiali tossici, animali deceduti, sostanze quali alluminio e piombo, sono utilizzate da milioni di persone quotidianamente, per lavarsi, bere, cucinare. Scontato appare nuovamente il fatto che gran parte della popolazione soffra di malattie cutanee come la scabbia e problemi respiratori dovuti ai fumi emessi dalle fabbriche. In questo panorama così grigio, di un’umanità messa in gabbia dalla logica consumistica che lei stessa ha costruito, si erge però una voce di speranza, un progetto di due giovani sognatori che hanno avuto il coraggio di denunciare questo scempio. Sono Gary e Sam Bencheghib (23 e 20 anni), balinesi d’origine francese che nell’agosto 2017, muniti di telecamere e kayak (interamente costruiti da bottiglie di plastica e bambù), hanno pagaiato lungo i 300 km del corso del Citarum per testimoniare agli occhi del mondo cosa significa la realtà dell’inquinamento ambientale. I loro sforzi non sono stati inascoltati. Presto il loro video è diventato virale, giungendo al cuore stesso del governo indonesiano. Poche settimane dopo il loro viaggio, il presidente Joko Widodo ha annunciato un’ambiziosissimo progetto settennale che renderà nuovamente potabili le acque del Citarum entro il 2025. Da febbraio 2018 un personale di 7000 uomini, coordinato dall’esercito indonesiano, é stato messo all’opera. L’obiettivo: ripulire il corso del fiume e avviare un programma di riforestazione che prevede la piantagione di milioni di alberi. Gary e Sam hanno mostrato al mondo intero che non c’è più tempo: nel 2050 negli oceani ci sarà più plastica che pesci e l’80% di essa proviene proprio da fiumi e correnti. È giunto il momento che ognuno di noi inizi a fare la sua parte e soprattutto che una severa regolamentazione riguardo lo smaltimento dei rifiuti sia messa in atto dal governo indonesiano. Le promesse sono state fatte, speriamo che l’azione non tardi ad arrivare.

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